STARDUST MEMORIES: Il CIGNO NERO, un film di Darren Aronofsky

Pubblicato: giugno 29, 2011 in Sturdust memories

VUOI  SAPERE TUTTI GLI APPUNTAMENTI, EVENTI E NOTIZIE? ENTRA QUI E CLICCA “MI PIACE

IL FILM

Nina, ballerina del New York City Ballet, dopo anni di strenuo allenamento sotto la pressione di una madre ex ballerina eintransigente, ottiene finalmente la parte di protagonista in una versione rinnovata di uno dei balletti più classici, “Il lago dei cigni”. Perfetta per impersonare il cigno bianco, etereo e pieno di grazia, Nina incontra molte difficoltà nell’interpretare il suo doppio tenebroso e passionale, il cigno nero. Inizia, così, un percorso di conoscenza della propria sessualità e di pulsioni nascoste, di affrancamento dalla madre troppo protettiva e di crescita individuale in un vortice di eventi dove non è più possibile distinguere fra inconscio e realtà, fra Nina e Odette.

 

LA CRITICA

“Puo’ capitare di notarlo in alcune riprese televisive di spettacoli di danza classica. E’ il terrore sui volti dei ballerini mentre, al margine del palcoscenico, attendono l’inizio del loro assolo. Lo sforzo di infrangere la gravità e fingere una leggerezza e gioia che sono solo enorme fatica e disciplina. Eccoli fluttuare con eleganza, staccarsi da terra in voli sublimi che dureranno lo spazio di una carriera troppo breve. Ma l’arte non è sempre destinata a durare e quel momento magico per alcuni puo’ valere un’intera vita. E’ certamente così per Nina- Natalie Portman, giustamente premiata con l’Oscar e con qualunque premio esistente- pronta a rinunciare al proprio futuro pur di dimostrare al coreografo Vincent Cassel di essere non solo perfetta per il ruolo del cigno bianco ma di avere in sé anche il seme malvagio dell’alter ego del personaggio, il cigno nero, e ottenere così il ruolo di prima ballerina in “Il lago dei cigni”. Le rappresentazioni cinematografiche del “dietro le quinte” sono destinate a seguire canoni precisi e sperimentati, fatti di competizioni, frustrazioni, invidie e mancanza di scrupoli. La grande intuizione di Aronofsky è stata quella di raccontare questa storia di ambientazione estrema attraverso le ombre della mente sconvolta di Nina. La sua sessualità repressa, il morboso rapporto con la madre – Barbara Hersey, ex ballerina che perpetua la sua passione attraverso il fragile corpo della figlia- la sottomissione a Cassel- che in ogni film affina la sua capacità di costruire personaggi arroganti e pericolosi- e l’attrazione per la rivale Mila Kunis, riempiono lo schermo di visioni di masochismo e angoscia dove realtà e incubi non sono più distinguibili. Non occorre decifrare ma abbandonarsi, sulle note ripetute e contorte di Caikovski, nel vortice di un grande film.”

“La potenza della musica e delle immagini messe in scena da Aronofsky, unita a una Natalie Portman mai così sensuale ed evocativa, è così grandiosa e irrispettosa da offuscare una sceneggiatura imperfetta eppure incredibilmente affascinante e dilaninate”.

IL REGISTA

Regista controverso e con doti da visionario, Darren Aronofsky in un primo momento sfoga la sua vena artistica realizzando graffiti. Si iscrive, poi, alla Harvard, dove studia cinema e si laurea realizzando, come lavoro di tesi, il cortometraggio “Supermarket sweep”(1991), cui seguono a distanza di poco tempo “Fortune cookie” e “Protozoa”.

Nel 1997 è la volta di “Pi- Il teorema del delirio”, storia di un genio della matematica che vive a Chinatown e che scopre un modo per spiegare i comportamenti umani per mezzo dei numeri. Il film è accolto con favore al Sundance Festival, occasione grazie alla quale ottiene riconoscimento e notorietà.

Con il successivo “Requiem for a dream” (2000) mantiene la sua cifra stilistica visionaria e cupa, raccontando una storia di droga, dipendenza e degrado attraverso un montaggio convulso, rapido e incalzante.

Dopo una caduta nel 2006, con “L’albero della vita”, film travagliato anche per gli abbandoni di cast e riduzioni del budget, il regista torna alla ribalta con “The wrestler” (2008), film vincitore del Leone d’Oro alla mostra del cinema di Venezia, storia di un pugile fallito che tenta di riscattare la sua esistenza.

Nel 2010 dirige “Il cigno nero” e, ad oggi, è impegnato nella realizzazione di “Robocop”, trasposizione di un cult della fantascienza.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...