STURDUST MEMORIES: Io e Annie, capolavoro di Woody Allen

Pubblicato: giugno 9, 2011 in Sturdust memories

IL FILM

Alvy Singer è un attore comico di origine ebree. Dopo due matrimoni falliti incontra casualmente Annie Hall, ragazza benestante del Middle West. Il film è la storia del percorso amoroso dei due, fatto di iniziale paura e titubanza, di slancio e amore e, infine, di tramonto. Annie abbandona New York per Los Angeles, con la speranza di trovare un futuro migliore. Alvy la raggiunge, senza però riuscire a cambiare il corso della situazione. Il film è, così, una riflessione di Alvy sull’irrazionalità dell’amore, sulla vita e sulla morte, una riflessione che, grazie anche alla tecnica frequente dello sguardo in macchina, chiama in causa direttamente noi spettatori a condividere queste domande e a cercare le nostre risposte.

 

LA CRITICA

“(…) Allen drammatico? Certo, e con una finezza psicologica e un’intuizione del linguaggio cinematografico che se nonriescono sempre a fare di questo film la sua opera migliore, come pure scriveva qui il nostro Michael Kutza dopo la ‘prima’ a Hollywood, gli hanno permesso di proporsi con uno stile in cui risa e sospiri, ‘gags’ e tensioni, carezze e graffi si fondono sempre e perfettamente; arrivando in più momenti a forme di cinema ‘colto’ in cui aleggia se non proprio lo spirito di Bergman (come ha detto invece quella critica americana che ha parlato di ‘scene di una relazione’ dopo ‘scene da un matrimonio’) certo l’influenza tecnica e visiva di parecchi suoi film citati intenzionalmente in molti luoghi, non ultimi quelli in cui i ricordi del protagonista bambino si inseriscono nel suo presente, avendolo sempre come spettatore adulto. Un’opera seria, perciò, e seriamente comica. In Italia forse non raccoglierà gli stessi entusiastici consensi con cui è stata salutata negli Stati Uniti perché, per apprezzarla, bisogna conoscere a fondo quell’umorismo ‘hiddish’ da psicanalisi messo di moda a suo tempo da Philip Roth conil suo ‘Lamento di Portnoy’ e quelle due mentalità diversissime da cui nascono tutte le divergenze della coppia ‘Allen-Keaton’, la californiana, razzistica e ‘swap’ di lei, la newyorchese, ebraica, vulnerabile e lacerata di lui. Ma anche senza questa mappa della vita USA il film non lascerà indifferenti. Chi vi cercherà occasioni per ridere, ne troverà (anche se non moltissime), chi vi cercherà spunti di meditazione su se stesso, sui propri casi, sui propri disagi quotidiani, ne troverà quanti ne vorrà. Stupito, questa volta, di avere a sua guida un attore che appena ieri era un comico. Ma fino a che punto Woody Allen, anche ieri, era solo attor comico?” (Gian Luigi Rondi, ‘Il Tempo’)

“  “Io e Annie” non è solo l’archetipo (e la migliore) di tutte le commedie di Woody Allen. È l’essenza della sua arte del contrasto uomo/donna, dell’eterna incapacità di capirsi, dell’anedonia dei rapporti sentimentali. È l’incanto – rinnovato poi nella rapsodia di “Manhattan” – di una “New York dell’anima” opposta titanicamente al resto del mondo. La prospettiva è solo apparentemente individuale. Perché l’inadeguatezza di Alvy è anche il prezzo di un decennio che ha bruciato gli ideali romantici dei 60, inseguendo nuovi miti: il successo, la libertà sessuale, la vita da single, l’emancipazione femminile”

IL REGISTA

Nato nel 1935, Woody Allen ( all’anagrafe Allan Stewart Konigsberg) è regista, attore, sceneggiatore e compositore. Nato a Brooklyn in una famiglia ebraica, non termina gli studi all’università e comincia a lavorare come comico, dapprima vendendo le sue gag e, quindi, iniziando a lavorare per spettacoli televisivi e facendo il presentatore nei night clubs. Prima di approdare al cinema nel 1965 come attore e sceneggiatore in“Ciao, Pussycat”( regia di Clive Donner) , ottiene grande successo a Broadway, con le sue commedie “Don’t drink the water” e “Play it again, Sam”.

Nel 1969 dirige il suo primo film, “Prendi i soldi e scappa”. Da quel momento il suo genio creativo dà vita a moltissimi film e a un nuovo modo di fare cinema, partendo dall’esempio dei registi europei cui guarda di più: Bergman, Lubitsch e Fellini. Sarebbe impossibile in questa sede enumerare tutti i lungometraggi diretti da Allen, uno dei registi più prolifici dei giorni nostri, nel corso della sua carriera, che si è sempre mantenuta su alti livelli di qualità e raffinatezza.

Con i suoi film ha ricevuto ben diciotto nominations all’Oscar, vincendone tre.

In occasione del centenario del cinema, nel 1995, ha ricevuto alla Mostra Cinematografica di Venezia il Leone d’oro alla carriera.

Allo scorso festival di Cannes Allen ha presentato, fuori concorso, “Midnight in Paris”, che sarà nelle sale a partire da Dicembre.

 

PREMI

Il film è stato premiato nel 1978 con quattro Oscar: miglior film, miglior regia, migliore attrice ( Diane Keaton) e migliore sceneggiatura originale.

Sempre nel 1978 il film ottiene un altro riconoscimento, vincenco il Golden Globe come miglior commedia/musical.

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