Referendum: il voto è necessario, farà bene a tutti!

Pubblicato: giugno 7, 2011 in Attualità a Monza e in Brianza

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Faccio un passo indietro e torno a 65 anni fa, quando il 2 giungo del 1946, il popolo italiano fu chiamato per la prima volta a votare un referendum. Quella volta la materia era più che mai delicata: repubblica o monarchia?

Oggi, tutti sappiamo cosa votarono gli italiani allora, e fra qualche giorno tutti noi siamo richiamati a dire la nostra al fine di abrogare quattro leggi. Non andare sarebbe certamente uno schiaffone in faccia a tutte le persone che in tutti questi anni si sono battute per la democrazia e per dare un senso al nostro essere italiani.

Non ho intenzione di affrontare i temi di questo referendum del 12 e 13 giugno, ma sarebbe opportuno fare una riflessione sulla nostra classe politica, la stessa che una volta si e una no, pensa di decidere per tutti noi e ci dice quando è giusto o meno andare a fare il nostro dovere da cittadini. Non è mia intenzione parlare di destra e di sinistra, perchè nella storia della politica italiana, esponenti da una parte prima e dall’altra poi, hanno avuto la presunzione di dirci quello che dovevamo fare e poi per primi hanno voltato bandiera e si sono dimenticati di quanto raccontato in precedenza.

La cosa migliora sarebbe andare a votare, tutti! Sia favorevoli che contrari, sia chi dice si che chi crede nel contrario, perchè il referendum è un nostro diritto, la possibilità di espressione e il non andare sarebbe certamente sbagliato. Abbandoniamo i politici che prima ci mandano al mare e poi in montagna, che crede di spiegarci come si fa a vivere in una repubblica democratica, ci tratta come degli stupidi, ma che poi chiede a gran voce i nostri voti.

Noi andremo a votare e daremo il nostro libero parere, al di la dei simboli e delle sigle dietro le quali si nascondono migliaia di interessi e di soldi, che comunque vada non andranno nelle nostre tasche, ma almeno avremo la soddisfazione di aver detto la nostra. Ed è per questo che ho intenzione, come hanno già fatto firme più illustri, di citare un nostro ex presidente, Carlo Azeglio Ciampi: «È ovvio che l’astensione è legittima, ma io ho votato per la prima volta a 26 anni, perché prima in Italia non era dato, e da allora l’ho sempre fatto perché considero il voto una conquista e un diritto da esercitare».

E.T.G.

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