CINEMA: Limitless nelle sale, e se fosse possibile cambiare la vita con una pillola?

Pubblicato: aprile 29, 2011 in Cinema

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Eddie Morra ( Bradley Cooper), un aspirante scrittore in crisi creativa e depressiva, è incapace di cominciare il primo romanzo che gli è stato commissionato. Per questa sua tendenza all’autocommiserazione la fidanzata decide di lasciarlo. Lo stesso giorno l’ uomo incontra per caso Vernon, il fratello della sua ex moglie. Per placare i suoi tormenti, Vernon, ex-spacciatore, gli offre un farmaco in via di licenza, l’NZT-48, in grado di aumentare le capacità dei recettori neuronali ed attivare tutte le aree del cervello. Il farmaco ha subito un effetto incredibile su Eddie, facendogli non solo recuperare l’autostima perduta ma anche tutti i ricordi più distanti e reconditi.

Presto Eddie travolge Wall Street: da una piccola somma iniziale ricava milioni. Le sue imprese attraggono il magnate della finanza Carl Van Loon (Robert De Niro), che lo invita a fare da mediatore per la più grande fusione nella storia delle corporation. Ma questo espone Eddie anche a persone che farebbero qualsiasi cosa pur di impadronirsi del suo rifornimento di NZT. Mentre la sua vita è in pericolo e i brutali effetti collaterali stanno venendo a galla, Eddie riesce ad evitare misteriosi inseguitori, una pericolosa banda, e un’indagine di polizia molto intensa, aggrappandosi tenacemente alla sua scorta del farmaco che va inevitabilmente diminuendo, ma che dovrà essergli sufficiente almeno fino a quando dovrà essere in grado di ingannare i suoi nemici.

La premessa del thriller-noir fantascientifico Limitless – e cioè l’esistenza di una droga che consente all’individuo di sfruttare al 100% le sue capacità cerebrali – risponde a un’esigenza squisitamente contemporanea e insieme antica. Da Eschilo al Faust, passando per il personaggio di Ulisse dell’Inferno dantesco, il sacrificio dell’umana felicità, integrità e salvezza eterna in nome del sapere ha sempre interessato e sedotto individui di ingegno. Ora, in un film che non ha alcuna pretesa di filosofeggiare, questo dilemma esistenziale diventa una vera e propria calamita per lo spettatore, che fa immediatamente proprie le insicurezze e il senso di inadeguatezza dello scrittore fallito Eddie Morra.

“Eddie – sembra dirci furbescamente il regista Neil  Burger – siamo noi”, noi che non riusciamo a pagare l’affitto, noi che lasciamo la casa in disordine, noi che spesso non troviamo l’ispirazione per buttare giù due semplici righe, noi che forse non riusciremo mai ad essere statuari come Brad Pitt, ma che con un po’ di impegno potremmo diventare carini come Bradley Cooper.

Così a storia di un uomo che potrebbe essere chiunque si trasforma in un film che, senza troppe pretese, si lascia guardare stimolando anche qualche riflessione sulla vita di ognuno di noi, e su come potrebbe essere, se… Ottimo da vedere senza troppa fatica ma senza dover staccare del tutto il cervello.

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